Cappello Rosaria, matr. R10855

UN PERCORSO DI AVVICINAMENTO A TESTI POETICI LEOPARDIANI IN UNA CLASSE V°GINNASIO

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Il modulo didattico in esame vuole essere un percorso di analisi metrica, linguistico - retorica, semantica e lessicale di tre idilli leopardiani: L’Infinito, A Silvia, Il passero solitario.
Il percorso si prefigge un iniziale, ma fondamentale, avvicinamento al testo attraverso lo studio mnemonico di uno dei componimenti, in modo da sensibilizzare lo studente nel percepire i suoni e ritmi della poesia.
L’insegnante procederà poi a mettere in relazione le informazioni linguistiche contenute nel testo con il messaggio che l’autore vuole trasmettere, ed infine proporrà agli studenti un confronto collettivo attualizzante centrato sul loro vissuto, al fine di motivare ulteriormente lo studio dei componimenti in esame.
Tale percorso di analisi testuale si inserisce all’interno del modulo poesia, e pur basandosi sulla centralità del testo, presuppone una basilare conoscenza della vita e della poetica di Leopardi: a tal scopo sono state fornite in precedenza agli studenti delle mappe mentali, costruite prima con Freemind e poi esportate su Mindmeister, sulla vita e sulle opere del poeta, approfondite poi in classe dal docente. Gli alunni avranno a disposizione tali mappe sulla rete, e potranno incrementarle e modificarle a loro piacimento.


ARGOMENTI: L’Infinito, A Silvia e Il passero solitario di Giacomo Leopardi.

AMBITO: V° Ginnasio; Scuola: Liceo Classico.

TEMPI: 8 ore (Il percorso è strutturato in tre lezioni di 2 ore ciascuna e prevede alla fine una verifica scritta della durata di ulteriori 2 ore).

PREREQUISITI:

• Conoscenza di alcune figure retoriche.

• Conoscenza delle regole essenziali di metrica: saper riconoscere il tipo di verso; saper distinguere le tipologie di componimento.

• Conoscenza della biografia dell’autore (le vicende più significative) e della varietà della produzione leopardiana (distinta in poesia e in prosa).

• Conoscenza, nelle linee generali, delle tematiche proprie del Romanticismo.

• Capacità di comprendere e analizzare un testo poetico.


OBIETTIVI DI CONOSCENZA:

• Conoscere le tematiche dei componimenti.
• Conoscere la poetica leopardiana.
• Conoscere le figure retoriche presenti nei componimenti.

OBIETTIVI DI COMPETENZA:

• Saper contestualizzare i tre componimenti analizzati, collocandoli in un momento preciso della produzione poetica leopardiana.
• Saper analizzare i testi a diversi livelli: metrico, stilistico - retorico, lessicale e tematico.
• Saper individuare le espressioni che rinviano alla dimensione del vago e dell’indefinito e quelle che rimandano al mondo della natura e alla dimensione della realtà.
• Saper spiegare attraverso il commento dell’idillio il pensiero dell’autore.
• Essere capaci di esprimere un giudizio sul componimento.
• Saper operare confronti tra le poesie studiate.
• Saper analizzare e interpretare un testo poetico, cogliendone gli aspetti formali e tematici.

METODI DIDATTICI: la prima parte delle lezioni sarà di tipo prevalentemente frontale, in quanto destinata alla presentazione dei componimenti; seguiranno poi momenti di discussione con gli alunni stimolati dall’insegnante con domande aperte volte all’attualizzazione degli argomenti.

STRUMENTI: libro di testo (Antologia per il Biennio) e fotocopie distribuite dall’insegnante che riproducono il testo dei componimenti corredato da un’analisi di tipo metrico, stilistico e retorico, più dettagliata rispetto a quella offerta dal libro; computer portatile dotato di accesso ad internet per la visione e l'ascolto di files multimediali.
PRIMA LEZIONE (2ore):
La prima lezione è dedicata all’analisi dell’Infinito di Leopardi.

Cosa fa l’insegnante:
  • Fa vedere sul proprio computer l'autografo del manoscritto di Leopardi L'infinito:
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  • Spiega alla classe che si tratta del secondo manoscritto autografo dell'Infinito di Giacomo Leopardi, conservato nell'Archivio Comunale di Visso.

  • Si passa alla lettura del componimento: per far percepire la musicalità dei versi leopardiani nonchè la loro fluidità e melodiosità, il docente propone alla classe la lettura fatta da Vittorio Gassman ed estratta da you tube:





  • Passa poi alla presentazione del componimento nelle linee generali indicando la data e il luogo di composizione, nonché l’appellativo con cui tale poesia viene definita dallo stesso Leopardi: “Idillio”.
  • Spiega che cosa sono gli idilli usando le parole del poeta: “scritti di carattere più intimo, quasi pagine di diario, parentesi di confessione personale”.
  • Descrive la situazione compositiva: il poeta ha lo sguardo rivolto verso il monte Tabor e in lontananza scorge un filare di alberi che impedisce alla vista di andare oltre.
  • Cerca di focalizzare alcuni aspetti rilevanti del componimento: la centralità dell’immaginazione, la funzione delle due sensazioni, vista e udito, il passaggio dalla dimensione reale a quella immaginata e la consapevolezza della finzione.
  • Fa la parafrasi del brano, facendo notare agli alunni, che sebbene il testo poetico si presti a rese alternative, tutte le possibili traduzioni non fanno che mortificare la poesia: le espressioni e le parole usate da Leopardi non sono sostituibili con altre, perché il loro uso è funzionale alla trasmissione di un messaggio.
  • Descrive il disegno costruttivo dell’idillio: simmetria tra i due momenti immaginativi messi in moto dalle due sensazioni di vista (esperienza dell’infinito spaziale) e udito (esperienza dell’infinito temporale).
  • Fa notare agli studenti che alcune parole riguardano la sfera del reale, mentre altre rimandano ad una dimensione vaga e indefinita, ossia all’infinito.
  • Fa riflettere gli studenti su alcuni termini che potrebbero essere ambigui come il termine “orizzonte”, che indica di solito la linea di confine del paesaggio, ma in questa poesia evoca qualcosa di indistinto e pertanto concerne l’infinito. Anche “mare”, pur indicando un elemento reale, è usato in senso metaforico per richiamare l’idea di immensità.
  • Segnala i latinismi e le figure retoriche.
  • Dopo aver presentato il componimento ed aver individuato i termini afferenti alla dimensione reale e quelli che evocano l’infinito, l’insegnante mostra alla classe delle immagini e in particolare un dipinto di Caspar David Friedrich, il pittore tedesco che per prima entrò nel clima del Romanticismo tedesco, che ha la caratteristica di rappresentare il mondo della natura trovando in essa l’espressione dell’infinito. Con delle domande guida, chiede agli studenti cosa suscita in loro l’osservazione di tale dipinto, con lo scopo di far sperimentare l’esperienza immaginativa descritta dal poeta riducendo la distanza tra ciò di cui la pagina antica conserva memoria e la quotidianità del vivere.

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Cosa fanno gli studenti:
  • Prestano attenzione ai files multimediali che l'insegnante propone loro.
  • Prendono appunti.
  • Seguono la spiegazione, chiedendo eventualmente chiarimenti.
  • Rispondono oralmente alle domande stimolo dell’insegnante per verificare la comprensione del testo.
  • Partecipano al brainstorming stimolato dal docente, scrivendo alla lavagna le loro impressioni sulla tematica proposta.
  • A casa, imparano a memoria la poesia, studiano la parafrasi e l’analisi strutturale – lessicale del componimento.

SECONDA LEZIONE (2ore):
  • La lezione prende avvio da una serie di domande che l’insegnante pone agli alunni con lo scopo di tracciare un breve riepilogo mirato a focalizzare alcuni aspetti del componimento studiato nella lezione precedente: l’importanza dell’immaginazione nella poesia leopardiana, la funzione delle due sensazioni vista e udito, il passaggio dalla dimensione reale a quella immaginata e la consapevolezza della finzione.
  • L'insegnante passa poi a presentare un altro componimento leopardiano: A Silvia.

Cosa fa l’insegnante:
  • Spiega che è la prima canzone ad essere scritta dopo l’impegno delle Operette Morali, e il ritorno alla poesia, dopo la scrittura in prosa, è vissuto come esigenza interiore profonda: dopo un momento in cui il pessimismo leopardiano tocca il suo apice, il poeta ha bisogno di ritornare a librarsi con la poesia negli spazi dell’immaginazione e della memoria; la poesia gli dà la consolazione del ricordo, anche se questo ricordo calato nel presente diventa amaro.
  • Introduce la differenza tra Grandi Idilli o Canti Pisano-Recanatesi, composti alcuni nella città toscana (A Silvia) altri nel borgo natio.
  • Fornisce anticipazioni sul contenuto, in particolare sull’identità della ragazza a cui è rivolta la poesia.

  • Legge la canzone evidenziando:
  1. La tipologia del componimento.
  2. L’alternanza di endecasillabi e settenari.
  3. La presenza di rime.

  • Fa la parafrasi del testo facendo notare:
  1. Il carattere quasi dialogico del componimento.
  2. Il tema della memoria (presente già in “rimembri”).
  3. Rappresentazione della giovinezza della ragazza felice e spensierata.
  4. Rievocazione di un passato ancora ricco di aspettative.
  5. Descrizione di una natura serena.
  6. Passaggio dalla dimensione del ricordo a quella della realtà.
  7. ll duro confronto con la verità e quindi con la perdita della ragazza.
  8. Una nuova immagine della natura ingannatrice e malvagia.
  9. Il tema della morte fisica (fanciulla) e psicologica (speranza).
  • Fa l’analisi strutturale del componimento attraverso la costruzione simmetrica delle sei strofe, il parallelismo tra la vita della fanciulla e quella del poeta, sottolineando la vaghezza nella descrizione della figura femminile.
  • L’insegnante propone delle domande stimolo alla classe partendo dalla considerazione che l’atteggiamento psicologico di Silvia e certi suoi gesti sono propri di chi è giovane e stigmatizzano il vivere la giovinezza tra i timori e le speranze, chiede agli studenti: “In che senso queste frasi possono essere valide oggi? Come vi ponete di fronte al vostro futuro?”.

Cosa fanno gli studenti:
  • Riepilogano quanto spiegato nella lezione precedente.
  • Prendono appunti.
  • Intervengono per commentare o chiedere chiarimenti all’insegnante.
  • Partecipano al brainstorming stimolato dal docente.
  • A casa dovranno:
  1. All'interno di un documento realizzato con Google docs, raccogliere tutte le espressioni che si riferiscono all’aspetto fisico e psicologico di Silvia e del poeta.
  2. Produrre un breve testo argomentativo di gruppo in cui si raccolgono le varie opinioni della classe, partendo dalle domande stimolo dell’insegnante sul modo in cui i giovani di oggi si pongono nei confronti del futuro.

TERZA LEZIONE (2ore):



  • All’inizio della lezione vengono ripresi i principali caratteri della poetica leopardiana, in particolare in riferimento al componimento A Silvia, leggendo alcune verifiche date per casa e visualizzando in rete il file di google docs realizzato dalla classe.
  • L’ultima lezione del percorso in esame prevede l’analisi di un ulteriore componimento leopardiano: Il passero solitario.
Cosa fa l’insegnante.
  • Legge e parafrasa il componimento.
  • Presenta la questione filologica relativa all’incertezza della datazione.
  • Spiega il metro usato: la canzone libera.
  • Evidenzia alla classe la struttura compositiva simmetrica: la prima strofa descrive la vita del passero, la seconda le scelte compiute dal poeta, nella terza il confronto diretto mira a far emergere le differenze tra la condizione umana e quella animale.
  • Fa notare agli alunni come la tematica portante sia la solitudine.
  • Come nelle lezioni precedenti, il docente cerca di avvicinare la pagina antica al vissuto dei ragazzi, al mondo che conoscono: vuol fare assaporare la atemporalità e l’attualità della speculazione leopardiana, con alcune domande stimolo: “Ritrovate nel mondo contemporaneo questa solitudine di cui parla Leopardi? Secondo voi ci sono ragazzi che vivono questa condizione di isolamento?”.

Cosa fanno gli studenti:
  • Leggono e commentano alcune verifiche date per casa sul componimento A Silvia.
  • Prendono appunti.
  • Intervengono per commentare o chiedere chiarimenti all’insegnante.
  • Partecipano al brainstorming stimolato dal docente.
  • A casa, studiano la parafrasi e l’analisi strutturale – lessicale del componimento.

VERIFICA (2 ore):



  • Verifica sommativa scritta al termine del percorso: 10 domande a risposta aperta con un limite di max. 10 righe per risposta.
  • Agli alunni vengono fornite due schede: una con i testi dei componimenti di A Silvia e Il passero solitario (il testo de L’infinito lo hanno imparato a memoria) e un’altra con il corpo delle domande.


L’Infinito:
  • 1. Quali termini rimandano alla dimensione dell’infinito?
  • 2. Che funzione svolgono i sensi di vista e udito?
  • 3. Perché, secondo il poeta, bisogna ricorrere all’immaginazione per raggiungere l’infinito?
A Silvia:
  • 1. La lirica presenta una costruzione rigorosamente simmetrica, spiegane la struttura indicando ogni volta il numero della strofa.
  • 2. Come viene caratterizzata la natura in questa fase della poetica leopardiana?
  • 3. Perché nel testo il motivo delle speranze giovanili è associato alla festa?
Il passero solitario:
  • 1. Con quali termini ed espressioni il poeta trasmette al lettore la condizione di solitudine vissuta da lui e dal passero?
  • 2. Cogli gli elementi di analogia e di differenza tra l’io lirico e il passero.
  • 3. Di che anno è il componimento? Da che cosa si può definire la sua datazione?
In conclusione:
  • 1. Quale tra le poesie studiate ti è piaciuta maggiormente? Motiva la tua scelta.


CRITERI DI VALUTAZIONE:
La prova ha l'obiettivo di verificare gli obiettivi di conoscenza e competenza prefissati. Si adottano i seguenti criteri di valutazione:

Ottimo: l'alunno conosce molto bene le tematiche dei componimenti leopardiani, è in grado di contestualizzarli e di saperli analizzare a livello metrico e stilistico-retorico. E' in grado di spiegare attraverso il commento dell'idillio il pensiero dell'autore e riesce ad operare confronti tra le poesie studiate. Sa individuare le espressioni che rinviano alla dimensione del vago e dell'indefinito e riesce ad esprimere e ben formulare un parere personale sui componimenti studiati.

Buono: l'alunno conosce abbastanza bene le tematiche dei componimenti leopardiani, è in grado di contestualizzarli e di saperli analizzare a livello metrico e stilistico-retorico. Sa spiegare discretamente attraverso il commento dell'idillio il pensiero dell'autore e riesce ad operare confronti tra le poesie studiate. Ha una buona capacità nell' esprimere e formulare un parere personale sui componimenti studiati.

Sufficiente:l'alunno conosce sufficientemente le tematiche dei componimenti leopardiani, anche se non sempre riesce ad operare confronti tra le poesie studiate, e mostra qualche difficoltà nell'analisi metrica e stilistico-retorica. Mostra una sufficiente capacità nell'elaborare un parere personale sui componimenti.

Insufficiente: l'alunno ha gravi carenze nell'analisi metrica e stilistico-retorica dei componimenti. Presenta scarse ed esigue conoscenze delle tematiche degli idilli e della poetica leopardiana.


BIBLIOGRAFIA:

  • G. Baldi – S. Giusso – M. Razetti – G. Zaccaria, Dal testo alla storia dalla storia al testo, Paravia, Torino.
  • R. Luperini – P. Cataldi – L. Marchiani, La scrittura e l’interpretazione. Storia e antologia della letteratura italiana, Ed. Palumbo.
  • G. Leopardi, Canti, a cura di F. Gavazzeni e M. M. Lombardi, Milano, Rizzoli, 1998 (edizione commentata).


SITOGRAFIA:

http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Leopardi
http://www.mindmeister.com/maps/show/18800756
http://www.mindmeister.com/maps/show/18801061
http://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo
http://www.youtube.com/watch?v=DUzsNkKTXMU
http://www.liberliber.it/biblioteca/l/leopardi/l_infinito/html/manoscritto.htmhttp://it.wikipedia.org/wiki/Caspar_David_Friedrich
http://www.leopardi.it/home.php
http://it.wikipedia.org/wiki/Endecasillabo
http://it.wikipedia.org/wiki/Settenario
http://www.leopardi.it/canti21.php
http://www.leopardi.it/canti11.php
http://www.leopardi.it/canti12.php
http://docs.google.com/Edit?id=dwhq3wm_1fh9xjvhb